Usciamo dalla plastica

“Usciamo dalla plastica” è l’esortazione di Stephen Buranyi, giornalista del Guardian, che sul tema ha scritto un articolo molto informato, ripreso poi dal settimanale Internazionale. Un numero che spaventa per la sua enormità: il mondo produce ogni anno 340 milioni di tonnellate di plastica, una quantità sufficiente a “riempire tutti i grattacieli di New York”, si legge nell’articolo.


Oggi il mondo, forse tardivamente, sembra ribellarsi, gruppi di protesta sorgono dappertutto, è un contagio universale: basterà a invertire una tendenza che non è solo commerciale, ma
soprattutto culturale, con abitudini di consumo sedimentate e fin troppo radicate ?

Abbiamo così scoperto anche i microgranuli, minuscoli granelli di plastica, contenuti in migliaia di prodotti di uso quotidiano.

Insomma, lo shock è forte, la reazione anche, resta da capire quanto durerà e se potrà invertire la tendenza. Certo, un’immagine forse abusata e un pò retorica come quella che vede il Mediterraneo galleggiare nella plastica, rende sin troppo bene l’idea che forse il punto di non ritorno possa essere stato superato.
Il Flag Nord Sardegna si è impegnato in PRiSMA-MED, un progetto pilota finanziato dal programma INTERREG MARITTIMO-IT FR-MARITIME, che ha tra i suoi obiettivi la riduzione degli scarti e della produzione dei rifiuti nelle attività della Blue Economy.
Il Dizionario inglese Collins, racconta Buranyi, ha scelto la parola single-use (monouso), come parola dell’anno 2018, aggiungendo che il Parlamento Europeo ha approvato lo scorso ottobre una direttiva che proibirebbe molti oggetti di plastica monouso, come le posate e le cannucce, a partire dal 2021.

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Usciamo dalla plastica_Internazionale n. 1287 del 21.12.2018